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Video: Vogliamo più trasparenza ed equità

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TraedEqui

Il video del mio intervento in Senato contenente la dichiarazione di voto del Movimento 5 Stelle sul Decreto per garantire il regolare svolgimento del servizio scolastico:

MONTEVECCHI (M5S). Signora Presidente, la conversione del decreto‑legge oggi in esame intende porre rimedio a due emergenze, per taluni aspetti «paradossali», che riguardano altrettanti snodi significativi nell’ambito dell’universo della scuola.

Si tratta di due emergenze molto diverse fra loro che non solo, di proroga in proroga, si trascinano da tempo e rischiano di avere ripercussioni sul regolare svolgimento dell’anno scolastico avviato ormai alla fine, ma che hanno un denominatore comune per ciò che concerne il «reclutamento»: un aspetto che sempre più, nel ventaglio delle sue implicazioni, a fronte dei problemi sempre risorgenti che coinvolgono il corpo docente, i dirigenti scolastici e il personale tecnico e amministrativo, appare come «il» problema della scuola.

Come è già emerso nel dibattito, si tratta di due questioni particolarmente spinose, cui non è facile offrire una risposta esaustiva, che tuttavia dimostra, una volta di più, l’approssimazione e talvolta l’indulgenza con cui si è costretti ad affrontare i problemi dell’istruzione, prova ulteriore che talvolta la ragione indebolisce ciò che protegge.

La prima questione posta in campo, relativa all’articolo 1, concerne l’annullamento della procedura concorsuale su base regionale che, indetta per complessivi 2.386 posti di dirigente scolastico e regolarmente svoltasi, ha assegnato e disposto nelle relative sedi i vincitori.

In merito, corre tuttavia l’obbligo di notare quanto segue. Le procedure concorsuali dell’ultimo concorso sono state invalidate, a seconda della sede regionale cui fanno riferimento, per motivazioni molto diverse fra loro: dal vizio amministrativo, che ha avuto risvolti indubbiamente penalizzanti e sfavorevoli per i vincitori, a vizi di forma e procedurali, che invece rimettono in discussione le modalità circa l’espletazione di prove che, a prescindere dagli esiti, giunte a compimento, intasano di ricorsi i tribunali amministrativi.

L’emendamento presentato dalla relatrice ha inteso rinnovare le procedure concorsuali, disponendo – nel segno dell’«indeterminato» e del «vago», caro ai romantici – una «quota dei posti», una sorta di corsia preferenziale, cioè, per tre diverse categorie.

Il punto è che tali categorie, di fatto, vengono assimilate e poste sullo stesso piano, senza distinzioni. Ma quali sono queste tre categorie? Si tratta delle seguenti: 1) soggetti già vincitori, ovvero utilmente collocati nelle graduatorie di concorso successivamente annullate in sede giurisdizionale; 2) coloro che hanno un contenzioso pendente legato al precedente concorso per dirigente scolastico bandito nel 2004 (qui un’ulteriore riformulazione dell’emendamento ha distinto, anche tra questi, un’ulteriore categoria e, quindi faccio un aggiornamento della dichiarazione di voto in itinere); 3) coloro che hanno avuto la conferma degli incarichi di presidenza dopo aver maturato un’esperienza superiore a tre anni.

Come Movimento 5 Stelle, in Commissione abbiamo cercato di immettere dei distinguo quantitativi e, dunque, qualitativi all’interno di tali categorie, cercando di contrapporre ad un contenitore indistinto ed onnicomprensivo un criterio di maggiore trasparenza ed equità, a principiare dall’emanazione del nuovo bando previsto. Tutto ciò nel rispetto del principio del buon andamento ed imparzialità che noi tutti auspichiamo per il regolare svolgimento del reclutamento dei dirigenti scolastici dopo anni di irregolarità e ricorsi ai tribunali amministrativi regionali che si sono susseguiti per l’accertamento di illegittimi comportamenti.

Allo stesso modo, abbiamo cercato di operare circa lo stato di totale incertezza che grava sui servizi di pulizia ed ausiliari destinati alle scuole. Si tratta del secondo aspetto relativo a questo provvedimento, di cui all’articolo 2. Il problema è sorto in merito alle esternalizzazioni dei servizi di pulizia nelle istituzioni scolastiche, che ha portato ad adottare, anche attraverso la stipula di convenzioni con la Consip, soluzioni tanto complesse, quanto inefficaci, come ci è stato più volte ribadito nelle audizioni fatte in Commissione. Non solo, infatti, non si sono raggiunti gli obiettivi previsti in termini di maggiore efficienza e di economia di gestione, ma, in conseguenza della situazione venutasi a determinare, sono stati esternalizzati i contratti al solo scopo di ridurre gli organici del personale ATA e dei collaboratori scolastici, appaltando al massimo ribasso le pulizie a cooperative che retribuiscono a ore e con salari irrisori i propri dipendenti. Ditemi se questo è giusto da parte di uno Stato.

Il dato essenziale, però, è che le esternalizzazioni non hanno prodotto alcun risparmio. Comporta infatti maggiori oneri l’appalto, spesso, o quasi sempre, finalizzato a produrre utili di impresa per le solite cooperative legate alle obsolete dinamiche del sistema dei partiti rispetto alla soluzione a tempo indeterminato del personale e dei collaboratori scolastici necessari per far funzionare il servizio. Gli unici risultati raggiunti su questo fronte sono stati lo sperpero delle risorse pubbliche e l’aumento della precarizzazione, sia per il personale ATA, sia per i lavoratori socialmente utili, che avrebbero dovuto essere stabilizzati in loro vece.

Si è scelta pertanto, a questo punto, la via di un’intermediazione particolarmente costosa e che, come ho già detto, ha prodotto criticità ed inefficienza. Senza questa intermediazione si sarebbero risparmiati circa 74 milioni di euro all’anno fino al 2010, 27 milioni all’incirca nel 2012 e 61 milioni nel 2013. Da una nota del MIUR risalente al gennaio del 2005, si ricava che per i circa 14.000 ex lavoratori socialmente utili, allora impiegati nella scuola, lo Stato spendeva circa 400 milioni di euro l’anno. Tuttavia, a fronte di uno stipendio per lavoratore, computato su 35 ore lavorative settimanali, pari a 800 euro mensili, le ditte ricevevano un contributo di stabilizzazione pari a 2.000 euro.

Come Movimento 5 Stelle, ci siamo battuti con forza, in entrambi i rami del Parlamento, affinché fosse eliminato il ricorso ai servizi esterni in favore di assunzioni dirette dei collaboratori scolastici precari che garantiscono le stesse mansioni a parità di costi, ma che – soprattutto – sarebbero stabilizzate ed impiegate a condizioni economico-contrattuali più vantaggiose per il lavoratore rispetto a quelle che avrebbe con una ditta esterna.

Per tutte queste ragioni, per non voler essere accusati domani di voler porre degli ostacoli al regolare svolgilmento dell’avvio scolastico ma per marcare il nostro disappunto e la nostra insoddisfazione su questo provvedimento, il Movimento 5 Stelle voterà astenuto. Grazie. (Applausi dal gruppo M5S).

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