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Manovra / Nuovi criteri per distribuire fondi agli Atenei – Accolto in Commissione il mio ordine del giorno

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La manovra prevede, all’articolo 56, assunzioni di nuovi ricercatori nelle Università e negli Enti Pubblici di Ricerca, con incremento di fondi per le università in base ai risultati del sistema di valutazione della ricerca (VQR).

Sono state più volte sottolineate da parte del mondo accademico le storture di questo meccanismo di valutazione che, da modello “premiale” per le realtà più virtuose quale doveva essere, si è rivelato in realtà un meccanismo che non premia affatto il merito e la qualità, ma che ha generato il definanziamento progressivo e costante di alcuni atenei che già versavano in gravi condizioni di difficoltà, soprattutto nel Sud Italia, attraverso la sottrazione di una percentuale del finanziamento necessario ad assicurarne il normale funzionamento. In sostanza, basandosi sulla Valutazione della qualità della ricerca si dovrebbero dirottare risorse finanziarie, in quantità direttamente proporzionale, verso quelle strutture accademiche presso cui si compierebbe migliore ricerca. Tuttavia così non è: Dipartimenti universitari italiani di vera eccellenza vivono e vengono apprezzati nel mondo grazie ad altre forme di finanziamento, in particolare fondi europei.

Più in generale, l’eccellenza nella ricerca non può essere perseguita attraverso una gara per ottenere ciò che lo Stato dovrebbe invece assicurare a tutti gli Atenei. Al contrario stiamo lentamente assistendo a una consapevole, inarrestabile divaricazione fra Atenei di “serie A”, sostanzialmente concentrati al Nord – nel triangolo Milano, Bologna, Venezia, con estensioni fino a Torino, Trento e Udine – e Atenei di “serie B”, in tutto il resto del Paese. Un dato che appare confermato dalle classifiche stilate dal Centro studi investimenti sociali (CENSIS) e dall’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) sulla qualità delle Università italiane.

E’ stato accolto in Commissione il nostro Ordine del giorno che  impegna il Governo a individuare tempestivamente, anche con provvedimenti di carattere normativo, nuovi criteri per la distribuzione delle risorse stanziate, che tengano conto delle esigenze di reclutamento dei singoli atenei o enti di ricerca, considerato che l’applicazione del VQR, senza una concreta valutazione delle esigenze degli Atenei, continuerebbe a creare enormi disparità fra gli atenei e a non rispondere a bisogni concreti di personale.

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